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L'Italia, fanalino di coda anche nella formazione innovativa
L'Italia, fanalino di coda anche nella formazione innovativa
Una ricerca Omniacom sulle lauree online nelle università italiane
L'Italia presenta un forte ritardo rispetto alla formazione permanente, con un livello di scolarizzazione basso e una forte disparità geografica.
Nella Conferenza per l'apprendimento permanente svoltasi a Napoli nel 2007 è emerso che: "...la percentuale della popolazione adulta italiana (dai 25 ai 64 anni) che ha partecipato nel 2005 ad attività di apprendimento permanente è stata del 6,2%, a fronte di una media europea del 10,8%..."[1].
Da un'analisi della CRUI[2] il nostro Paese, con un indice dell'11,5%, risulta, inoltre, uno degli ultimi paesi in Europa per titolo di studio di laurea tra i 25 e i 44 anni.
Tra le cause, peraltro ben note, di questa arretratezza culturale, la generale rigidità dei nostri sistemi formativi, con metodologie inadeguate alla formazione degli adulti; scarso numero di persone con istruzione superiore non in grado di cogliere sia le nuove opportunità di auto apprendimento che la continua evoluzione delle nostre società.
In generale, la distanza fra l'Italia e l'Europa relativa alla partecipazione della popolazione giovanile e adulta a corsi e iniziative di istruzione e formazione resta quindi ampia, con un conseguente forte divario culturale e professionale.
In questo scenario così arretrato e in mancanza di un quadro legislativo adeguato, il Consorzio Omniacom, organizzazione che gestisce i servizi e il marketing per i corsi di laurea online per l'Università di Ferrara e per altri Atenei, ha condotto per l'anno accademico 2006/07 una ricerca sul mercato nazionale delle lauree a distanza, con l'obiettivo specifico di individuare quali siano i suoi maggiori protagonisti, i costi per gli studenti, il valore di mercato, i servizi offerti, i diversi profili di questi studenti, la rilevanza del recente fenomeno delle università telematiche.
Con questo rapporto, il primo del genere in Italia, Omniacom non intende tracciare un quadro esaustivo della realtà della formazione a distanza in Italia ma, partendo dai dati presentati, si propone di proseguire la pubblicazione di indagini mirate per completarne lo scenario.
La ricerca mette in rilievo i gravi ritardi dell'Italia rispetto agli altri paesi europei anche in questo settore. L'eccessiva frammentazione dell'offerta dei corsi universitari via web, la totale mancanza di coordinamento tra i diversi atenei, l'arretratezza dei processi e delle metodologie applicate, il mancato rinnovamento della cultura accademica tradizionale, l'inadeguatezza del quadro legislativo del settore sono tra le maggiori criticità evidenziate nelle conclusioni del documento.
L'analisi è il frutto dell'osservatorio permanente di Omniacom che raccoglie, elabora e diffonde dati e informazioni in quest'area.
Attraverso il suo centro di ricerca Omniacom opera per giungere a un cambiamento di approccio culturale verso questo settore. Intende, tra l'altro, mostrare i vantaggi di un corretto e aggiornato impiego di tecnologie e metodologie come efficace supporto nei processi di sviluppo della conoscenza e della formazione permanente, sollecitando verso un adeguamento della normativa nazionale ormai superata.
La ricerca Omniacom in sintesi
Le università italiane e i suoi iscritti
Tra i dati principali dell'anno accademico 2006/07 risulta che gli atenei "tradizionali" con didattica in presenza sono 77, e un'offerta in molti casi anche di corsi a distanza. Gli atenei "telematici" sono 9, con 9.376 iscritti, che rappresenta lo 0,5% del totale.
Anche se si è registrato un incremento rilevante rispetto all'anno precedente (21,5%), le lauree a distanza sia presso le università tradizionali che telematiche coinvolgono in Italia soltanto 48.391 studenti, cioè il 2,7% totale dei corsi sia in presenza sia online, rispetto a 1.771.367 di iscritti per lauree in presenza degli atenei tradizionali.
Analizzando, in particolare, i dati delle iscrizioni per i corsi via web forniti dall'Università di Ferrara emergono alcuni dati interessanti: solo il 19% degli studenti che si iscrivono ai corsi online sono nella fascia post-scolare (19-21 anni) mentre il restante l'81% è sopra i 22 anni, con una percentuale consistente oltre i 30 anni, già nel mondo del lavoro.
Ancora: solo il 24% sono studenti a tempo pieno, mentre il 36% risultano essere studenti con un lavoro part-time e il 40% sono studenti-lavoratori full time.
Il 93,2% degli studenti che hanno scelto i corsi online sono alla loro prima esperienza di formazione a distanza.
Il mercato dei corsi di laurea online in Italia
Nell'anno accademico 2006/07 si è registrato un totale di 222 corsi di laurea online, con 48.391 iscritti ed un incremento, rispetto all'anno precedente del 21,5% (il 2,7% di tutti i corsi sia in presenza sia online).
Il prezzo medio è pari a 1.740 euro, con un aumento del 5,9% rispetto all'anno precedente. Il valore totale del mercato dei corsi via web è di 84.209.647 euro, con un incremento del 28,6% rispetto al 2005/06.
Negli ultimi quattro anni gli atenei che offrono corsi a distanza sono quasi raddoppiati, passando da 24 a 45 anche grazie alle università telematiche.
In base ai risultati di fatturato è stata stilata una graduatoria dei grandi gruppi di indirizzo di studio per i corsi di laurea online. E' risultata una grande presenza per i settori politico- sociale ed economico-statistico seguiti da quelli giuridico, di ingegneria e medico fino a quelli meno richiesti, come il campo letterario, agrario, linguistico e biologico.
Tra le prime dieci università che offrono corsi a distanza al primo posto è risultata l'Università Telematica Guglielmo Marconi di Roma e all'ultimo l'Università di Macerata.
Il mercato delle università telematiche
Annovera 9 enti per un totale di 9.376 iscritti, un fatturato totale di 21.218.461 euro pari a una quota del 25,2% di mercato sul valore totale dell'online, con un incremento del 180% rispetto all'anno accademico 2005/06.
L'81,4% del mercato totale spetta all'Università Telematica Guglielmo Marconi di Roma. Con enorme distacco, l'Università Telematica TEL.MA si trova al secondo posto, con una quota di mercato pari al 5%. Di fatto l'Università Marconi è il solo ente affermato e gli altri stanno cercando di assestarsi.
Operano nel settore anche quattro Consorzi per i servizi e-learning nelle università, tra cui il Consorzio Nettuno, leader di mercato, con il 71,9%.
Conclusioni
Questa indagine panoramica sul mercato nazionale porta ad alcune rilevanti conclusioni.
Con 45 atenei impegnati in corsi a distanza si assiste a una grande polverizzazione dell'offerta dell'online universitario italiano. Non esiste né alcun coordinamento fra i diversi atenei né alcuna indagine sui fabbisogni formativi da soddisfare con queste metodologie. E' un quadro piuttosto sconfortante, se si considera che in Europa esistono uno o due università a distanza per paese, ciascuna delle quali con centinaia di migliaia se non addirittura milioni di iscritti.
Anche l'offerta metodologica necessita in molti casi di un adeguamento qualitativo nei modelli e processi di apprendimento a distanza per un efficace accesso allo studio da parte del mondo del lavoro.
Poiché soltanto l'11,5% della nostra popolazione possiede una laurea, la modalità dei corsi a distanza e elearning potrebbe quindi rappresentare un' innovativa metodologia per aumentare considerevolmente questa bassa percentuale.
Tutto ciò necessita sia di una normativa universitaria adeguata ai nuovi processi di apprendimento via web sia di direttive ministeriali meno penalizzanti nei confronti delle lauree online.
Il Rapporto Omniacom 2007 completo può essere consultato sul sito: www.giornalelearning.it
Anno 1 n. 4 -2007 Ricerca sul Mercato delle Lauree on-line nelle Università Italiane)
[1] Fonte MIUR.
[2] Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.
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